Un dolce ricordo dal passato, con Angelo Rigamonti

L’idea di abbandonare del tutto questo primo vecchio caro blog ci è sembrata alla fine inaccettabile. E così si è deciso di farlo continuare a vivere, così come non smettono di vivere nelle nostre menti i ricordi delle emozioni più intense e dei momenti più belli.

Mettendo ordine tra alcune vecchie carte impolverate abbiamo ritrovato un’intervista ad Angelo Rigamonti pubblicata da una rivista importante oltre venti anni fa.  Non abbiamo saputo resistere al desiderio di condividere con tutti questo dolce ricordo del passato consegnandolo alla rete, e pubblicandolo su questo vecchio blog. Quella che segue è appunto un articolo pubblicato sul mensile CIVILTA’ DEL BERE nel gennaio 1993 a pagina 97.

Podere Casale: la passione latente di Angelo Rigamonti per l’agricoltura ha fatto passare in secondo piano la costruzione di bruciatori, caldaie e condizionatori, grazie anche alla “comprensione” del cognato…

L’inizio è quello comune a molti altri imprenditori, piccoli e grandi: un seminterrato alle porte di Milano, pochi soldi da investire, ma tanto ingegno e soprattutto volontà di sfondare. Cominciò così, 25 anni fa, l’attività industriale di Angelo Rigamonti. Oggi l’azienda, Apen Group, che ha per socio anche suo cognato, progetta e costruisce macchine per riscaldamento: bruciatori, caldaie murali a gas, generatori d’aria calda per l’industria, ecc. Il tutto su una superficie coperta di 10 mila metri quadri e con cento dipendenti.

E il vino? “Dopo tanti anni di bruciatori e caldaie ho sentito il bisogno di occuparmi anche di altre cose”, dice Rigamonti, con a fianco la moglie Daniela Carugati. “Da mio padre avevo ereditato una passione latente per l’agricoltura, ed è stato a questo punto che ho pensato di investire un certo capitale in una azienda vitivinicola, con la precisa idea di fare vini di grande qualità, anzi di qualità totale come amo definirla.

Nell’agosto del 1991 l’acquisto del Podere Casale, a Vicobarone sui Colli Piacentini. Una proprietà storica, per la presenza di un palazzo gentilizio del ‘400, un tempo castello abitato dai monaci di San Colombano di Bobbio. Intorno, dodici ettari di vigneto a Doc. Un mese dopo la prima vendemmia, con la scelta dei grappoli e la vinificazione accurata. Contemporaneamente sono cominciati i lavori di ristrutturazione della villa e di costruzione della cantina.

Uno dei primi passi”, ci conferma, “è stato di recuperare un vino locale che andava scomparendo: l’Ortrugo. Questo nasce da un vitigno a bacca bianca autoctono, con la minima aggiunta di Trebbiano romagnolo, che dà uva di media grandezza e di ottima gradazione. Con le poche viti rimaste abbiamo prodotto un vino di grande qualità, nei tipi secco e spumante”.

Oltre l’Ortrugo l’azienda produce il Gutturnio e la Malvasia dei Colli Piacentini, per una produzione complessiva di circa 40.000 bottiglie, destinate in futuro ad aumentare sino a 100.000.

Come riesce a conciliare l’attività di industriale con quella di vignaiolo? “Fortunatamente”, ammette, “ho un socio-cognato che mi ha permesso di dedicarmi a questa mia passione per il vino, attività che a lui non interessava. Per cui è lui che si occupa prevalentemente dell’industria”.

Un aspetto curioso è che mentre nell’azienda industriale mi occupo della parte commerciale, nel vino mi piace seguire la produzione. Certo, la mia mentalità imprenditoriale-commerciale mi ha favorito nelle scelte anche di questa nuova attività. Anche qui bisogna fare ragionamenti razionali e matematici: non bisogna lasciare niente al caso. Il mio pallino è la qualità totale, nel senso che la qualità va perseguita a tutti i livelli attraverso lo studio e l’applicazione pratica di certi concetti. Personalmente ho appena cominciato questa splendida avventura, ma spero presto di arrivare al traguardo che mi sono prefisso.

Agriturismo Podere Casale, via Creta, Vicobarone di Ziano Piacentino (Piacenza) Telefono 0523 868302

 

 

Un dolce ricordo dal passato, con Angelo Rigamontiultima modifica: 2014-05-05T10:12:51+00:00da n.rigamonti
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento