mercoledì, 08 luglio 2009

Ziano Piacentino

zian01.jpgZiano Piacentino è città del vino dal 1998, e ciò a testimonianza concreta di come la coltivazione della vite sia centrale nell’economia di questo borgo sulle colline piacentine della Val Tidone.

 

I sette colli sui quali si sviluppa il paese con le sue frazioni, sono ovunque ricoperti dai vigneti, cornice bucolica ai numerosi e antichi manieri, ai fascinosi castelli, alle moderne ville con piscina.

 

La vite fu portata a Ziano dagli antichi romani, anche se vi sono tracce di un precedente passaggio degli etruschi, testimoniato dal ritrovamento di una fibula bronzea del III secolo a.c.

 

Le prime testimonianze documentali sull’esistenza del borgo risalgono al 1029 in un testamento conservato nella biblioteca vescovile di Bobbio con il quale il diacono Gherardo lasciva il “Castrum de Zilianum” al marchese Ugo e alla moglie Gisla(1).

 

In epoca medioevale Ziano fu in prima linea nei frequenti scontri tra le città di Piacenza (Guelfa) e Pavia (Ghibellina) costituendo uno dei capisaldi difensivi di confine. Il castello di Ziano venne  più volte distrutto dai nemici e ricostruito.

 

Edificato nel X sec. su di un castrum romano fu espugnato una prima volta nel 1242 dalle truppe pavesi, nel 1312 da Francesco Scotti, e ancora nel 1321 da Galeazzo Visconti.(2)

 

Oggi rimangono solo una torre ed un doppio loggiato di proprietà privata.

 

 

 

 

 

Note:

 

(1)   Marco Turri e Laura Boncompagni "Girovagando Piacenza e le sue Valli" Vol. I; Percorsi&Itinerari srl, Piacenza; 2005 p.276

(2)   LEONARDO CAFFERINI, “Piacenza e la sua provincia”, Nuova Litoeffe Castelvetro piacentino, 2005 p.199

lunedì, 29 giugno 2009

Vicobarone

Le origini di questo gradevole borgo sorto sulle colline della Val Tidone e oggi  frazione di Ziano Piacentino sono molto antiche e comunque storicamente databili con certezza  a partire dall’anno 833 d.c. in pieno Medioevo.

 

estirpoebottiglie%20046.jpgNella “Carta del Wala” dal nome del Priore del Monastero di Bobbio che la redasse, sono elencati i 42 possedimenti che appartenevano in quella data al Monastero, e tra essi figura anche la proprietà “Vici Baruni”(1)

 

Con l’affermarsi del dominio di Carlo Magno e dei sui successori, i Carolingi,  venne rapidamente affermandosi il sistema feudale. Tale istituto prevedeva che le terre conquistate venissero assegnate in godimento vitalizio ed ereditario a Conti da loro nominati, oppure ad alti funzionari comunque selezionati in base alla loro acclarata fedeltà.

 

Il citato Abate Wala era anche cugino di Carlo Magno e per tanto uomo di sicura fiducia. (2)

 

Vicobarone, defilato rispetto ai castelli di Seminò, Corano, Sala e Ziano, rimase estraneo alle frequenti dispute armate fra le città di Pavia (ghibellina e fedele alle forze imperiali) e Piacenza (guelfa quindi sostenuta dalla Chiesa e dal Papato)

 

Ciò avvenne almeno sino al 1314 quando Galeazzo I Visconti Signore di Milano, nell’ambito di una campagna militare di repressione contro i guelfi fuggiti da Piacenza e rifugiatisi nei castelli del contado circostante, inviò le sue truppe a Vicobarone. Queste al comando di Oberto del Cairo e Nello di Massa l’8 di maggio ne espugnarono il fortilizio. (3)

 

Nel 1345 Lanfranchino Malvicini Fontana ottenne dal capitolo di Castelsangiovanni l’investitura feudale delle decime di Vicobarone, conservata dai sui eredi sino al 1718 quando alla morte dell’ultimo dei discendenti diretti maschi, Erasmo Malvicini Fontana, la Camera ducale di Parma e Piacenza investi del feudo il Marchese Giovanni Sforza Fogliani.

 

I Malvicini Fontana lungo i quasi quattro secoli di governo del feudo, dimorarono con ragionevole certezza in almeno un edificio di Vicobarone.

 

Si tratta dell’attuale sede dell’Azienda Agricola Podere Casale, situata all’interno di un cortile prospiciente la scalinata della Chiesa parrocchiale.

 

Il palazzo ha robusta struttura rinforzata da barbacani e sormontato da un’austera torre in sassoPODERE2.jpg al cui interno sono conservate tracce di un antico pozzo, in epoca medioevale munito al suo interno di lame taglienti e utilizzato per punire con la morte chiunque minacciasse l’ordine costituito.

 

Nel salone principale di questo fortilizio è conservato un grande camino in granito sul cui frontale è nitidamente scolpito lo stemma araldico dei Malvicini Fontana.(4)

 

Il borgo è comunque dominato dalla Chiesa di S. Colombano documentata a partire del 1143, riedificata nel 1854 e completata dalla imponente scalinata del 1882. L’edificio ha pianta a croce greca con cupola centrale. Nella cappella di destra il dipinto ottocentesco dell’Immacolata di Camillo Scaramuzza. La facciata è in stile barocco con torre del XVIII sec. e base  romanica.(5)

 

In epoca Napoleonica il paese di Vicobarone fu sede comunale in quanto costituiva nucleo abitato di importanza locale in quanto sede di un’importante posto di dogana di confine tra il Regno del Piemonte e il Ducato di Parma e Piacenza.(6)

 

Oggi il territorio di Vicobarone è tra i più vocati della Val Tidone per la produzione di eccellenti vini di qualità, ragione di vanto e orgoglio dei numerosi produttori locali.

Note:

 

(1)  “Codice diplomatico del Monastero di Bobbio”, Istituto storico dell’alto medio evo, Roma

(2)  ANTONIO ALLEGRI “Profilo storico di Vicobarone” Banca di Piacenza, Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano, Piacenza 1989 p. 16

(3)  CARMEN ARTOCCHINI e SERAFINO MAGGI, “I Castelli del Piacentino nella storia e nella leggenda”, Collana Civitas, Unione Tipografica Editrice Piacentina, Piacenza 1967 p.45

(4)  ANTONIO ALLEGRI, op. cit. p.25

(5)  LEONARDO CAFFERINI, “Piacenza e la sua provincia”, Nuova Litoeffe Castelvetro piacentino, 2005 p.198

(6) Marco Turri e Laura Boncompagni "Girovagando Piacenza e le sue Valli" Vol. I; Percorsi&Itinerari srl, Piacenza; 2005 p.279

 

Fotografie: Azienda Agricola Podere Casale

giovedì, 25 giugno 2009

Pianello Val Tidone

Il paese di Pianello Val Tidone si è sviluppato nel corso dei millenni nell’area compresa tra il torrente Chiarone ed il fiume Tidone la dove i due corsi d’acqua confluiscono l’uno dentro l’altro.

 

I ritrovamenti più recenti testimoniano di insediamenti millenari lungo il corso del torrente Chiarone risalenti al V e persino al III millennio a.c.

 

Nei pressi del nuovo cimitero sono stati rinvenuti i resti di un insediamento romano del I secolo a.c. ed una necropoli altomedioevale.

 

Le prime testimonianze dell’odierno insediamento risalgono alla metà del primo secolo quando il borgo era indicato con il nome di Planellis a rievocare le numerose piane che circondano l’abitato.

 

A partire dal VII secolo a.C. Pianello fece parte dei territori del Monastero di San Colombano e in quell'epoca fu costruita la chiesa dedicata al Santo. Nel X secolo fu iniziata la costruzione della Rocca, distrutta dal Barbarossa nel 1164.

 

monumenti2.jpgAlla fine del XIV secolo il borgo passò sotto il controllo degli Arcelli e successivamente ai Visconti che Vi infeudarono Jacopo Dal Verme. Il nuovo signore nel 1378 fece ricostruire la Rocca che XVII secolo fu trasformata in dimora signorile sino al 1883 quando acquistata dal comune ne divenne la sede.

 

La piazza di Pianello è delimitata sul lato sud-est da un edificio a portici, un tempo sede delle scuderie della Rocca.  Quest’ultima si presenta a pianta irregolare con alta scarpata evidenziata da una cordonatura. Nei sotterranei della rocca è ospitato il museo archeologico della Val Tidone.

 

Di notevole fattura la Chiesa di San Maurizio edificata nel 1250 e successivamente ampliata e abbellita nel corso dei secoli XVII e XVIII. La facciata barocca è del 1712 con forme concave e convesse evidenziate da ampi cornicioni. La torre campanaria è del 1683 ristrutturata verso la fine del 1800.

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Fonti: Comune di Pianello Val Tidone: (per la foto e alcuni testi)

 

Bibliografia:

 

"Piacenza e la sua provincia" di Leonardo Cafferini, Nuova Litoeffe, Castelvetro Piacentino; 2005 

"Piacenza un format che attrae i turisti" a cura dell'amministrazione provinciale di Piacenza, Fantigrafica s.r.l.; 2008 

"Girovagando Piacenza e le sue Valli" Vol. I  di Marco Turri e Laura Boncompagni; Percorsi&Itinerari srl, Piacenza; 2005

martedì, 23 giugno 2009

Borgonovo Val Tidone

Fondata nel 1196 dai consoli di Piacenza a fini strategici e militari, l’oppidum di Burgus Novus fu edificato presso Casarnerio perché difendesse il territorio piacentino dalle invasioni nemiche.

La cittadella  era fortificata da mura, fossa, castello e torri.

Borgonovo aveva forma di rettangolo, tracciando le vie parallele e trasversali ad angolo retto, secondo un piano urbanistico molto ordinato di tradizione romana. Lo dotarono di due porte, una verso sud e l'altra verso nord. Intorno alle mura scavarono una profonda fossa che in tempo di guerra pare fosse riempita d'acqua. Dopo appena tre anni fu messo a ferro e fuoco dalle milizie pavesi. Ricostruito dai consoli piacentini, iniziarono verso nord la costruzione di un potente castello di difesa: la Rocca.

Rocca_small_1272006-172848.jpgL’edificio fu eretto all’inizio del XIII secolo, ma il suo aspetto attuale risale al XIV-XV secolo, come dimostra la cornice mediana in cotto a dente di sega. I due ingressi sono serviti da ponti su archi acuti, dove un tempo c’erano i ponti levatoi. La corte interna è settecentesca e mostra un loggiato a tre ordini ed uno scenografico scalone con balaustre in cotto: la ristrutturazione fu commissionata dai marchesi Zandemaria, che ne fecero una prestigiosa dimora signorile dotata di pinacoteca con 240 opere compresi quadri di Correggio, Guercino e Panini.

Sempre tenuta in dovuta considerazione dalle casate nobiliari della città, che per assicurarsene il controllo non esitarono a insediarvi parenti stretti, agli inizi del XIV secolo i Visconti vi infeudarono gli Arcelli, cui subentrarono dal 1438  i Piccinino  investiti dagli Sforza. Nel 1679 fu la volta dei Farnese, e dal 1691 gli Zandemaria fino al 1806 quando venne istituito il Comune di Borgonovo.

Posto allo sbocco della Val Tidone nella pianura padana è una delle località più popolose e attive della vallata: centro agricolo e industriale che dista 22 km dal capoluogo comunale di Piacenza.

Borgonovo Val Tidone ha una superficie di kmq. 51,7 e una altitudine di m. 114. Le frazioni del paese sono: Agazzino, Bilegno, Breno, Castelnuovo, Corano, Fabbiano e Mottaziana.

Evento annuale di richiamo per tutta la provincia e non solo, la rinomata Fiera dell’Angelo: manifestazione ricca di eventi, ottimo pretesto per una delle prime gite fuori porta dopo l’inverno.

Fonti:

Comune di Borgonovo Val Tidone (per la foto e alcuni testi)

 

 

Bibliografia:

"Piacenza e la sua provincia" di Leonardo Cafferini, Nuova Litoeffe, Castelvetro Piacentino; 2005 

"Piacenza un format che attrae i turisti" a cura dell'amministrazione provinciale di Piacenza, Fantigrafica s.r.l.; 2008 

"Girovagando Piacenza e le sue Valli" Vol. I  di Marco Turri e Laura Boncompagni; Percorsi&Itinerari srl, Piacenza; 2005

 

 

mercoledì, 17 giugno 2009

Museo archeologico della Val Tidone

MUSEO ARCHEOLOGICO DELLA VAL TIDONE

 

 

Museo_Sala_Romani.jpgIl museo archeologico della Val Tidone è ospitato nei sotterranei della Rocca Municipale di Pianello Val Tidone ed è stato inaugurato nell’aprile del 1999 grazie alla collaborazione instauratasi tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, lAmministrazione Comunale di Pianello ed i volontari della locale Associazione Archeologica Pandora.

 

Vi sono raccolti tutti i materiali  di interesse storico rinvenuti sino ad oggi nel bacino della Val Tidone.

 

Offre quindi un quadro della storia e delle dinamiche del popolamento antico dell’ area, dalla preistoria all’ età romana.

 

Il percorso archeologico si sviluppa lungo le e tre sale del museo.

 

Nella prima sala sono esposti numerosi fossili che illustrano le fasi di formazione della pianura padana.

 

 Nella seconda sala sono conservati i reperti neolitici, che documentano la presenza umana in Val Tidone in epoca preistorica e protostorica (dal V millennio a.C. alle soglie della romanizzazione – II/I secolo a.C.).

 

 Nella terza sala, la più grande, sono disponibili al pubblico alcuni tesori romani databili tra il I sec. A. C. ed il scavi_scala.jpgtardo impero. I reperti presentati consentono di ricostruire non solo attività produttive di livello locale, ma anche itinerari commerciali di più ampio respiro, a seguito dei quali giunsero in Val Tidone prodotti realizzati sia nelle diverse regioni della penisola italica, sia nei territori transalpini.

 

 

APERTURA

 

Annuale nei giorni festivi; nei

Giorni feriali solo su prenotazione

Per gruppi e, in particolare, per

Scolaresche. E’ possibile fruire di

Un servizio fornito di visite guidate fornite

Dai volontari dell’associazione

Archeologica “ Pandora”.

 

Rocca Municipale_P.zza Mensi, 54

29010 Pianello Valtidone

tel. 0523/994111

fax. 0523/994223

http://digilander.libero.it/archeopandora

associazionepandora@virgilio.it

 

Fonti:

Comunità Montana della Val Tidone (per le foto e alcuni testi)

Associazione archeologica Pandora (informazioni generali)

 

Bibliografia:

Fonti:  "Piacenza e la sua provincia" di Leonardo Cafferini, Nuova Litoeffe, Castelvetro Piacentino; 2005 

Fonti:  "Piacenza un format che attrae i turisti" a cura dell'amministrazione provinciale di Piacenza, Fantigrafica s.r.l.; 2008 

martedì, 09 giugno 2009

Museo Etnografico della Val Tidone

MUSEO ETNOGTRAFICO DELLA VAL TIDONE

 

La raccolta, ospitata nelle cantine della settecentesca villa Braghieri a Castel San Giovanni, ha consentito di salvare dalla dispersione preziose testimonianze della passata civiltà contadina assieme a reperti archeologici e fossili.

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Le 23 eleganti stanze della villa settecentesca hanno ospitato numerosi personaggi illustri, a cominciare da Giuseppe Verdi nel 1859.

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Oggi il progetto di recupero dell’edificio ha previsto la trasformazione della parte rustica nella nuova biblioteca  comunale, il sottotetto per l’archivio storico, le cantine per il Museo Etnografico della Val Tidone e il salone d’onore per importanti convegni e mostre.

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L’esposizione comprende antichi attrezzi, monete metalliche del Regno d’ Italia e della Repubblica , cartoline d’ epoca, vecchi giocattoli e la serie completa delle antiche misure piacentine per i solidi.

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APERTURA

 

Visite solo su prenotazione

 

Via Emilia Piacentina

29015 Castel San Giovanni

tel. 0523/889613

fax. 0523/737833

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Nel video: "Geometrie dell'estasi" paesaggi agricoli della Val Tidone. Autore: piasintei

Fonti:  "Piacenza e la sua provincia" di Leonardo Cafferini, Nuova Litoeffe, Castelvetro Piacentino; 2005 

Fonti:  "Piacenza un format che attrae i turisti" a cura dell'amministrazione provinciale di Piacenza, Fantigrafica s.r.l.; 2008 

 

lunedì, 01 giugno 2009

Grazzano Visconti

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Il Parco del Castello di Grazzano Visconti, di 150.000 mq, fu realizzato all’inizio del ‘900

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Progettato dal Duca  Giuseppe Visconti di Modrone, si configura come un esempio di stile eclettico, accogliendo elementi del giardino all’italiana, dei parchi alla francese e all’inglese.

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Il castello fu ristrutturato agli inizi del xx sec. in stile neomedievale, innalzando la struttura, trasformando le torri ed inserendo le finestre con archi a sesto acuto.

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A pianta quadrangolare con torri cilindriche e quadrate è coronato da merli ghibellini.

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All’ingresso sono visibili gli incastri del ponte levatoio edificato per la presenza di un fossato ora interrato.

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A poca distanza due torri di guardia del xv secolo e l’oratorio di S.Anna del 1684.

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A testimonianza delle origini contadine del borgo, cresciuto attorno al castello, sotto il porticato della Cortevecchia è stato ricavato uno spazio dedicato agli attrezzi agricoli: molti risalgono agli inizi del Novecento , in particolare numerosi trattori, tracce dell’ evoluzione del lavoro agricolo portata dalla meccanizzazione.

 

PERIODO DI APERTURA

 

Da fine marzo a fine giugno, dagli inizi

Di settembre agli inizi di novembre, nei giorni festivi.

Nei giorni feriali solo gruppi con prenotazione

 

Nel Video corteo storico in abiti medioevali: realizzato da: johnhannibalsmith1
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Fonti: "Piacenza e la sua provincia" di Leonardo Cafferini, Nuova Litoeffe, Castelvetro Piacentino; 2005

         "Piacenza un format che attrae i turisti" a cura dell'amministrazione provinciale di Piacenza, Fantigrafica s.r.l.; 2008 

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Altre notizie sul caratteristico borgo piacentino si possono trovare sul sito ufficiale di Grazzano Visconti, : clicca qui.
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domenica, 03 maggio 2009

Castello di Agazzano

 

ROCCA E CASTELLO DI AGAZZANO

 

 

Agazzano è adagiato sulle prime colline della Val Luretta, dove emerge Villa Anguissola Scotti, antico dominio (secolo XIII) degli Scotti, che ancora oggi, con la principessa Luisa Gonzaga Anguissola Scotti, ne detengono la proprietà.

 

A pianta a U con portico su tre lati ha ingresso con elegante cancellata.

 

Attorno alle mura dell'edificio aleggerebbe il fantasma del conte Pier Maria Scotti detto il Buso, per la sua abilità di spadaccino che, quando colpiva, lasciava un orrendo buco!

 

La Rocca, documentata nel XIII secolo e ricostruita nel 1475, conserva la struttura rinascimentale.

 

A pianta rettangolare, in origine con 4 torri cilindriche e due masti d'ingresso simmetrici, è in parte circondato da un fossato trasformato in giardino alla francese, alla cui progettazione collaborò Luigi Villoresi, paesaggista noto per aver disegnato il parco della Villa Reale di Monza.

 

Con interni caratterizzati da ampi saloni, cucine e prigioni, rappresenta una felice sintesi tra l’austerità dell’architettura  difensiva medievale e l’eleganza della dimora signorile del Rinascimento. 

 

 

 

 
 
 
 
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PERIODO DI APERTURA

 

Da fine marzo a ottobre ;

domenica festivi.

Nei giorni feriali solo gruppi con prenotazione

 

Via del Castello, 5

29010 Agazzano

tel 0523/975171

fax 0523/325667

roccadiagazzano@virgilio.it

 

 Fonti: "Piacenza e la sua provincia" di Leonardo Cafferini, Nuova Litoeffe, Castelvetro Piacentino; 2005

         "Piacenza un format che attrae i turisti" a cura dell'amministrazione provinciale di Piacenza, Fantigrafica s.r.l.; 2008 

 

Foto: Val Tidone Competitions

lunedì, 13 aprile 2009

CASTELLO E BORGO DI RIVALTA

CASTELLO E BORGO DI RIVALTA

 

 

Da Podere Casale, agriturismo nella provincia di Piacenza, si possono agevolmente raggiungere molte pregevoli località ricche di  fascino e tradizione. Il panorama storico piacentino fu influenzato dalla fine del XIV sec. Dal dominio dei Visconti e successivamente degli Sforza.

 

L’avvento delle armi da fuoco comportò una trasformazione nell’architettura del sistema difensivo: massicce mura, torri circolari e feritoie cilindriche.

 

Successivamente il castello perse la funzione militare divenendo prevalentemente residenza delle casate nobiliari, centro di cultura e di attività  artistiche.

 

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Nel XIV secolo entra nel dominio dei Landi, che ancora ne mantengono la proprietà con il ramo dei Conti Zanardi Landi.

Sontuosa residenza signorile, circondata da un magnifico parco, si preannuncia con il profilo inconfondibile ed unico di uno svettante “torresino”.

 

Il Castello di Rivalta è ricco di testimonianze storiche che è possibile ammirare nelle Sale adibite ad area mussale con armi antiche moderne, bandiere, dipinti ed oggetti rari. Notevoli il Salone d’Onore, l’antica cucina, la Sala del Biliardo, quella della Musica e le Camere da letto con sfarzosi baldacchini. Sono presenti inoltre un’ area espositiva dedicata al Costume Militare e una collezione di parametri sacri del Settecento.

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Il castello offre nel borgo stanze di lusso per l’ospitalità alberghiera.

 

 

PERIODI DI APERTURA CASTELLO

 

Da febbraio a novembre; sabato,

domenica e festivi ( nel mese di febbraio solo festivi).

Nei giorni feriali solo gruppi con prenotazione.

 

APERTURA MUSEI DEL CASTELLO

 

Da marzo a novembre:

 ogni sabato, domenica e giorni festivi.

Durante gli altri giorni aperto

Su prenotazione per i gruppi di almeno 20

Persone.

 

Rivalta di Gazzola

29010 Rivalta

tel 0523/978104

fax 0523/978300

www.castellodirivalta.it

castellodirivalta@katamail.com

  

Fonti: "Piacenza e la sua provincia" di Leonardo Cafferini, Nuova Litoeffe, Castelvetro Piacentino (Pc), 2005

        "Piacenza un format che attrae i turisti" a cura dell'amministrazione provinciale di Piacenza, Fantigrafica s.r.l.; 2008 

 

Foto: Piacenzaturismi

 

domenica, 28 settembre 2008

I rosoni delle Chiese piacentine

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Mille splendidi soli : i rosoni delle chiese piacentine.

Aperti , generalmente, sulla facciata delle chiese romaniche e gotiche, i rosoni, oltre ad avere una funzione decorativa, servono ad illuminarne l'interno.Catturano la luce e la irradiano, come altrettanti " soli", attraverso artistiche vetrate.


( due delle immagini si riferiscono allo splendido Duomo di Cremona)

Video realizzato da Piasintei


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