giovedì, 04 settembre 2008

Castello Malaspina Dal Verme, Bobbio 1300

 

Il Castello Malaspina fu edificato a partire dal 1304 per volere di Corradino Malaspina e per tutta la durata della sua signoria fu una roccaforte della politica ghibellina.

Sorse su una piccola altura che sovrasta il paese e fu edificata inglobando l’area di un precedente insediamento abbaziale.

L’edificio appartenne poi ai Visconti di Milano, con alterne vicende, e, dal 1436, passò in feudo alla famiglia Dal Verme, con numerosi terreni e beni.

Con Gian Maria Dal Verme, alla metà del Cinquecento, il castello, dall’originaria funzione difensiva, si trasformò in un’elegante e ricca abitazione che rimase proprietà dei Dal Verme di Bobbio fino al 1759, passando poi, per l’estinzione della famiglia, ai Dal Verme di Piacenza che, all’inizio del secolo XIX, lo alienarono a privati.

E’ proprietà dello Stato Italiano dal 1956, affidato alla gestione della Soprintendenza per Beni Architettonici e per il Paesaggio dell’Emilia – Bologna.

Le mura esterne, collegate con il sistema murario cittadino sono state distrutte, mentre rimangono tracce delle mura interne; all’interno dell’area sorge il mastio, a pianta quadrata, con possenti strutture murarie, al quale si accedeva, originariamente, dalla porta posta in corrispondenza del ponte levatoio di Nord Ovest.

Oggi del Castello originario rimane il mastio centrale a pianta rettangolare. Dal suo cortile interno si gode di una stupenda visuale della città e delle montagne intorno a Bobbio.

Il mastio è suddiviso in cinque piani. Si compone di due sale con arredi e mobili del XV e XVI secolo ed un grande camino con lo stemma dei Dal Verme, oltre ad alcune tracce di decorazioni murali, tra le quali un'immagine cinquecentesca della Madonna col Bambino e quella d'un guerriero nell'atto di brandire una mazza.

Per gli orari di apertura consulta il sito del comune di Bobbio: clicca qui

 

 

domenica, 31 agosto 2008

Gita a Bobbio

FOTOSTORIA DI UNA GITA A BOBBIO IN VAL TREBBIA agosto 2008

di Daniela C.

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Tra le città d'arte del piacentino, Bobbio è certamente una tappa irrinunciabile per gli amanti del genere. Inserira in un incantevole contesto paesaggistico è di rilevante importanza storico culturale grazie all'abbazia di S. Colombano

 
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La spedizione è ben assortita grazie alla partecipazione di qualificate guide artistiche e spirituali: la mia amica Monique e la mia Mamma.
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Dopo alcune settimane di studio, sdraiata in piscina,  sono pronta per il momento catartico della partenza.
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Il paesaggio circostante di alta collina con rilievi montuosi, è ricoperto da boschi rupestri.
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Secondo ritrovamenti archeologici il territorio bobbiese fu popolato da insediamenti neolitici; seguì l'influenza dei liguri, nel V sec A.C. dei Celti, dei Galli Boi contrastati dai colonizzatori romani, che istituirono il PAGUS BAGIENNUS.
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Dal 614 d.c. con l'arrivo del monaco irlandese Colombano, iniziò un fiorente periodo economico e culturale, testimoniato dalla rilevanza nazionale del monastero.
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Nel 1014 Bobbio fu proclamata città, importante tappa dei pellegrinaggi francigeni lungo il CAMINUS GENUE
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Nel XII secolo si formò un comune di tipo consolare, divenuto podestarile; agli inizi del XIV secolo dominarono i Malaspina, poi i Visconti, i Dal Verme e poi altre casate minori.
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Con l'invasione spagnola del XVII secolo iniziò la decadenza, culminata nella soppressione napoleonica del monastero
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Dal 1923 Bobbio fa parte della provincia di Piacenza.
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Bibliografia:
"Corso di sopravvivenza per donne vetuste": Matusalemme editori,  Alessandria d'Egitto 349 a.c.
"Piacenza e la sua provincia": Leonardo Cafferini, Odranoel Design, Piacenza 2005 d.c.
"Girovagando.. Piacenza" Vol I: Percorsi&itinerari srl, Piacenza 2005 d.c.
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